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Principi costitutivi

L'acronimo G.S. O.S.A. significa Gruppo Sportivo Oratorio Sant’Andrea: basterebbero queste semplici cinque parole a spiegare chi siamo. Siamo parte viva e pulsante della comunità educante dell’oratorio e attraverso lo sport ci prendiamo cura della crescita umana e cristiana dei più giovani, mettendo al primo posto il loro bene.
La gioia di giocare insieme includendo tutti, il rispetto delle regole, la costanza e l’impegno nell’allenamento, la lealtà, il rispetto dell’avversario, il rifiuto del risultato a tutti i costi, la corporeità in armonia con lo spirito, sono solo alcuni dei principi che caratterizzano la nostra specificità.
Questi principi sono gli strumenti attraverso i quali cerchiamo di contribuire alla crescita dei nostri ragazzi in modo che diventino donne e uomini in grado di vivere in pienezza la propria esistenza.
La collaborazione e la comunione di intenti tra il Coadiutore, gli Educatori e le persone impegnate nel Gruppo Sportivo, in primis il Presidente, devono essere l’ingrediente principale della nostra attività. Solo insieme potremo essere in grado di dare risposte convinte e convincenti a chi ci chiederà conto del senso umano e cristiano di quello che facciamo.

Ci proponiamo di essere al fianco dell’Oratorio nelle sfide che la società attuale ci pone sentendoci insieme una comunità educativa. Insieme ci è chiesto di essere capaci di cogliere le esigenze educative di cui ha bisogno il contesto sociale e territoriale nel quale operiamo. Insieme dovremo essere promotori di momenti d’incontro all’interno della comunità educante della parrocchia per dare risposte a queste necessità.
È necessaria la nostra presenza da protagonisti all’interno della vita comunitaria sia nell’organizzazione sia nella partecipazione agli eventi che la animano.
Ai nostri Dirigenti e Allenatori chiediamo di essere donne e uomini adulti, e adulti nella fede, perché essere adulti è il requisito necessario e indispensabile di chi decide di impegnarsi in questo progetto, in quanto solo chi è adulto è consapevole della propria responsabilità educativa nei confronti dei più piccoli.

A loro chiediamo anche di essere vicini ai ragazzi che gli vengono affidati in quanto il prossimo è ogni persona che ci sta accanto, con cui trascorriamo un pezzetto grande o piccolo della nostra vita.
L’essere prossimo deve essere la nostra vocazione in quanto spesso passiamo con i ragazzi molto più tempo di figure decisamente più significative, ricordandoci che
per noi incontrare il prossimo vuol dire incontrare Gesù.
La qualità di quello che riusciremo a trasmettere dipenderà dall’amore per i ragazzi, dalla passione che sapremo metterci e dalla cura che dedicheremo a prepararci per questo compito.

È evidente che l’essere adulti non dipende necessariamente dall’età anagrafica, ma
è qualità fondamentale ancor prima dell’essere allenatori o dirigenti.

Potremmo riassumere questi concetti così: per insegnare bisogna sapere, per educare bisogna essere.
Mutuando una preghiera di Don Primo Mazzolari potremmo concludere: “
Si cerca per il Gruppo Sportivo un uomo capace di vivere insieme agli altri, di lavorare insieme, di piangere insieme, di ridere insieme, di amare insieme, di sognare insieme.
Si cerca per il Gruppo Sportivo un uomo”.

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